ZEUS - aprile 2004

Maggioranza allo sfascio


Elezioni del Presidente del consiglio municipale. Consiglio al completo e presenza di tutti i 25 consiglieri fino al termine della seduta. Qualcuno potrebbe pensare che in coincidenza della primavera si sia risvegliata la politica. No cari amici è la solita disputa per incarichi e poltrone: in ballo questa volta c’è la nuova carica del Presidente del Consiglio disegnata per equiparare l’assetto istituzionale dei Municipi a quello di tutti enti locali. Ma anche questa volta la maggioranza si è spaccata. Lamberto Alfonsi, nuovo presidente del Consiglio del XIII Municipio è stato eletto con 14 voti: dieci dell’opposizione e 4 della maggioranza.
Al di là dell’apparente calma la votazione in aula ancora una volta ha scoperto le carte evidenziando la grave spaccatura della maggioranza e alla fine sono stati i dieci voti dell’opposizione a garantire l’elezione del Consigliere Alfonsi a Presidente del Consiglio.
Unità e compattezza invece la linea del centrosinistra che in prima istanza con i suoi dieci voti ha sostenuto il Consigliere Ricci, poi Alfonsi capogruppo di Forza Italia.
Candidatura sostenuta perché le forze di opposizione hanno sempre riconosciuto il ruolo sovrano del Consiglio e più che mai hanno voluto assecondare l’istituzione di un organo garante della sua attività che finalmente interrompa la scellerata logica di delegittimazione attuata dal Presidente Bordoni che ha portato i suoi nefasti frutti: una maggioranza spaccata e bellicosa, una Giunta con assessori latitanti.
Per perfezionare l’ufficio di Presidenza, così come stabilito dalle modifiche dello Statuto approvate di recente dal Consiglio Comunale, mancano ancora da eleggere i due Vice Presidenti - uno di maggioranza e uno di opposizione e uno dei due con funzioni vicarie.
Con rammarico devo evidenziare che solo la fretta di occupare una poltrona ha fatto sì che in consiglio si vedesse una maggioranza composta e tutta presente in aula, situazione che purtroppo non rappresenta la normalità.
Gravissima la mancanza del numero legale per l’approvazione del regolamento, che ha vanificato il lavoro compiuto dalla commissione decentramento responsabile di fronte al problema di essere governati da un regolamento vecchio del 1994 per la circoscrizione, che si è riunita ben 19 volte .
Inspiegabile la latitanza della maggioranza alla ratifica della nomina del consigliere aggiunto, attuata solo grazie ai voti del centrosinistra, eppure avrebbe quest’atto dovuto consentire l’adeguamento delle istituzioni a una integrazione democratica rappresentativa degli stranieri, che purtroppo nel nostro paese a causa di una obsoleta legge ancora non hanno diritto al voto.
Pura demagogia la politica che da un lato grida all’inciucio e al trasversalismo, si scapicolla per avere una poltrona in più ma non muove un dito quando si tratta di gettare le basi concrete per una politica seria, democratica e vicina ai cittadini.


Patrizia Ninci
Presidente della commissione controllo e garanzia
Consigliere della Margherita