Elezioni del Presidente del consiglio municipale. Consiglio al
completo e presenza di tutti i 25 consiglieri fino al termine della
seduta. Qualcuno potrebbe pensare che in coincidenza della primavera
si sia risvegliata la politica. No cari amici è la solita disputa
per incarichi e poltrone: in ballo questa volta c’è la
nuova carica del Presidente del Consiglio disegnata per equiparare l’assetto
istituzionale dei Municipi a quello di tutti enti locali. Ma anche questa
volta la maggioranza si è spaccata. Lamberto Alfonsi, nuovo presidente
del Consiglio del XIII Municipio è stato eletto con 14 voti:
dieci dell’opposizione e 4 della maggioranza.
Al di là dell’apparente calma la votazione in aula ancora
una volta ha scoperto le carte evidenziando la grave spaccatura della
maggioranza e alla fine sono stati i dieci voti dell’opposizione
a garantire l’elezione del Consigliere Alfonsi a Presidente del
Consiglio.
Unità e compattezza invece la linea del centrosinistra che in
prima istanza con i suoi dieci voti ha sostenuto il Consigliere Ricci,
poi Alfonsi capogruppo di Forza Italia.
Candidatura sostenuta perché le forze di opposizione hanno sempre
riconosciuto il ruolo sovrano del Consiglio e più che mai hanno
voluto assecondare l’istituzione di un organo garante della sua
attività che finalmente interrompa la scellerata logica di delegittimazione
attuata dal Presidente Bordoni che ha portato i suoi nefasti frutti:
una maggioranza spaccata e bellicosa, una Giunta con assessori latitanti.
Per perfezionare l’ufficio di Presidenza, così come stabilito
dalle modifiche dello Statuto approvate di recente dal Consiglio Comunale,
mancano ancora da eleggere i due Vice Presidenti - uno di maggioranza
e uno di opposizione e uno dei due con funzioni vicarie.
Con rammarico devo evidenziare che solo la fretta di occupare una poltrona
ha fatto sì che in consiglio si vedesse una maggioranza composta
e tutta presente in aula, situazione che purtroppo non rappresenta la
normalità.
Gravissima la mancanza del numero legale per l’approvazione del
regolamento, che ha vanificato il lavoro compiuto dalla commissione
decentramento responsabile di fronte al problema di essere governati
da un regolamento vecchio del 1994 per la circoscrizione, che si è
riunita ben 19 volte .
Inspiegabile la latitanza della maggioranza alla ratifica della nomina
del consigliere aggiunto, attuata solo grazie ai voti del centrosinistra,
eppure avrebbe quest’atto dovuto consentire l’adeguamento
delle istituzioni a una integrazione democratica rappresentativa degli
stranieri, che purtroppo nel nostro paese a causa di una obsoleta legge
ancora non hanno diritto al voto.
Pura demagogia la politica che da un lato grida all’inciucio e
al trasversalismo, si scapicolla per avere una poltrona in più
ma non muove un dito quando si tratta di gettare le basi concrete per
una politica seria, democratica e vicina ai cittadini.
Patrizia Ninci
Presidente della commissione controllo e garanzia
Consigliere della Margherita