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ZEUS - aprile 2003 Un mare senza barriere |
La crescita culturale e umana di una società è caratterizzata anche dalla realizzazione di iniziative dirette a migliorare il valore della qualità della vita di tutte le categorie di persone. Con questa finalità lo scorso anno La Margherita ha sostenuto un emendamento nel bilancio comunale del 2002 di € 500.000 per l’attuazione del progetto “Un mare senza Barriere”. Un progetto già attuato su altre spiagge italiane, che con il successo di fruibilità ottenuto ha anche portato al superamento del concetto di spazio riservato solo ad una categoria di persone – i portatori di disabilità - dimostrando così che spesso i pregiudizi sono più difficili da superare delle barriere architettoniche. Ora, grazie alla pubblicazione di un Bando Pubblico, anche sul nostro litorale alcuni tratti delle spiagge libere vedranno l’eliminazione delle barriere architettoniche e l’allestimento di strutture per consentire accessibilità e fruibilità al mare fino alla battigia anche ai portatori di handicap. Si tratta della posa in opera di corsie carrozzabili che collegano le aree destinate a parcheggi a grandi pedane poste sull’arenile dove si possono posizionare sdraio e ombrelloni e realizzare una serie di servizi attrezzati come bagni, docce o spogliatoi. In pratica un sistema mobile di moduli in legno costruiti nel totale rispetto della caratteristiche ambientali. Sono cinque tratti delle nostre spiagge libere ad essere interessati dal progetto: l’arenile del Lungomare Duca degli Abruzzi di fronte alla sede dell’ANFFAS, quello di fronte all’ex Vittorio Emanuele III, la spiaggia antistante Piazza dei Canotti e quella di fronte al campeggio internazionale. Così a pochi giorni dall’avvio ufficiale della stagione balneare possiamo almeno dire che grazie all’impegno delle forza di centrosinistra almeno cinque tratti di spiaggia saranno fruibili da tutti, perché se andiamo a vedere cosa ha prodotto la locale maggioranza di centrodestra dobbiamo purtroppo constatare di essere – per fare un simpatico eufemismo – ancora in alto mare. Nonostante l’assessore pinocchio Cardinali nell’agosto del 2002 si sia vantato di aver stipulato una nuova convenzione e con essa risolto ogni problema degli arenili pubblici e più recentemente si sia pavoneggiato per aver rinnovato il look alle spiagge di Castelporziano, di fatto l’arenile pubblico attrezzato più esteso d’Europa – ma forse meno lungo del naso dell’assessore? - versa ancora nel più totale degrado e abbandono. A seguito di un sopralluogo effettuato dalla Commissione Controllo e Garanzia ho visto cumuli di sabbia invadere le passerelle che attraversano le dune, palizzate divelte e tettoie cadenti nei parcheggi. I muri esterni dei fabbricati degli spogliatoi e dei servizi igienici sono dissestati e scrostati. Le docce sono impraticabili e le fontanelle arrugginite. I proprietari dei chioschi impossibilitati a intervenire perché nella divisione delle competenze la manutenzione di questa parte degli arenili è affidata alla società multiservizi che al momento avendo a disposizione solo 8 persone non può davvero affrontare la mole di lavoro necessaria come invece ha dichiarato alla stampa il 18 marzo il presidente Bordoni “a rendere le spiagge entro pochi giorni un parco sul mare”. Per quel che riguarda invece la situazione degli arenili pubblici di Ostia a tutt’oggi non vede terra la risoluzione dei problemi che hanno caratterizzato la gestione fallimentare delle spiagge libere nel corso della passata stagione balneare, cui ha seguito un inverno caratterizzato da ricorsi. E, se per problemi di spazio interrompo quasi all’inizio il lungo elenco delle cose che non vanno voglio chiudere lasciando una domanda, nata dall’analisi di quello che è un paradosso, ennesimo esempio di malagestione e spreco di denaro pubblico: perché se grazie al progetto “Un mare senza barriere” l’arenile di fronte a piazzale dei canotti sarà attrezzato e quindi dotato di bagni pubblici, la locale amministrazione di centrodestra ha speso € 10.417,49 per ripristinare la fruibilità di un manufatto, fatiscente e da anni inutilizzato, localizzato in quello stesso arenile, e destinato a bagni pubblici ? Patrizia Ninci |
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