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DOSSIER EMERGENZA ALLUVIONE NEL XIII MUNICIPIO

Inerzia e nessun intervento risolutivo sulle cause dell'alluvione dell' 1 e del 21 novembre 2002. L'opposizione chiede due consigli straordinari.

Esigui i fondi mesi a disposizione dalla Regione, 1 milione di euro, peril risarcimento dei danni alle famiglie colpite dall'alluvione a fronte delle 440 certificazioni effettuatedagli uffici tecnici. Nel confronto con i comitati di quartiere, da una parte emerge che la somma stanziata rappresenta solo un parziale risarcimento alle famiglie allagate e apre una serie di problematiche circa i criteri di assegnazione, dall'altra ancora di grave rischio per i quartieri danneggiati spinge i comitati di quartiere a chiedere lo storno dei fondi per gli interventi più urgenti e la messa in sicurezza idraulica del territorio.

Queste le ragioni che mi hanno spinto a farmi promotrice insieme a tutte le forze politiche del centro sinistra della richiesta di un consiglio straordinario che si è tenuto il 18 febbraio 2003. Ma la maggioranza messa alle strette sulle sue responsabilità di non aver messo in atto fino ad oggi nulla per la messa in sicurezza dei quartieri colpiti da alluvione fa sospendere il consiglio straordinario per la mancanza del numero legale.

> Leggi comunicato articolo

Consiglio straordinario del 25 marzo 2003

La maggioranza non propositiva e assente si limita ad accettare e votare il documento presentato dall’opposizione con il quale si chiede di:

· predisporre perizie adeguate a carico dell’amministrazione per l’accertamento dei danni ricevuti

· predisporre relativa delibera per la definizione dei criteri per i risarcimenti

· richiedere agli organi competenti ulteriori fondi a garanzia del saldo dei risarcimenti per le oltre 400 famiglie danneggiate.

· richiedere il progetto di messa in sicurezza idraulica dei quartieri commissionato all’Università La Sapienza di Roma dalla Regione Lazio, progetto che dovrà essere concordato con il Comune di Roma, dipartimento pianificazione, lavori pubblici, periferie e poi vagliato ed approvato dal consiglio del Municipio XIII.

· Richiedere agli organi competenti fondi necessari alla realizzazione delle opere di potenziamento, ricalibratura e adeguamento del sistema di bonifica del territorio dell’entroterra.

· Richiedere al CBTAR l’esecuzione dei lavori urgenti di manutenzione ordinaria dei canali della bonifica.

· Richiedere al Comune di Roma e ATO 2 le opere di manutenzione straordinaria per garantire la funzionalità delle pompe e dei depuratori di tutto il sistema fognario anche in caso di esondazione e deflusso straordinario, in proprio delle acque bianche nei tombini ACEA.

· Richiedere agli organi competenti l’adeguamento della condotta cosiddetta “occhialoni” sulla via del mare.

Infine senza giustificato motivo la maggioranza ancora una volta fa cadere il consiglio per mancanza del numero legale quando ho richiesto che fosse votata la risoluzione presentata da me e dal consigliere Bensi nella quale si ribadiva la volontà del Municipio di fare chiarezza sulle responsabilità accelerando l’indagine della Procura e di costituirsi parte civile per il risarcimento agli alluvionati.

UN DISASTRO ANNUNCIATO

Il 29 luglio del 1993 il Presidente Massimo Ruggeri del Consorzio di Bonifica così dichiarava dopo un sopralluogo effettuato sul canale Dragoncello all’intersezione con Via dei Romagnoli: “…..insiste da ,lungo tempo un attraversamento con tubo in ghisa di ridotta che costituisce uno strozzamento causa di frequenti straripamenti e allagamenti ma soprattutto, un ingombro pericoloso e quindi vietato in modo assoluto ai sensi dell’art. 133 del R.D. 0306 1904. Urgente provvedere all’adeguamento dell’opera riservandosi di richiedere nel frattempo il risarcimento di tutti i danni causati da possibili allagamenti su via dei Romagnoli, via del Mare e via Ostiense, e la zona urbanizzata di Saline e Bagnoletto”.

Il 13 settembre 2002 E’ lo stesso Presidente del Consorzio di Bonifica Giuseppe Giordano a constatare: “…..frequentemente in occasione di cospicue precipitazioni meteoriche si creano ostacoli a libero deflusso delle acque convogliate nel canale Dragoncello all’altezza del km 21.500 della via del Mare dovuti alla limitata sezione idraulica del sottopasso denominato occhialoni. E’ urgente rimuovere lo stato di pericolo incombente di rischio idraulico”.

Il 15 ottobre del 2002 il Dirigente UOT del XIII Municipio segnala alla Regione Lazio, alla Provincia di Roma, al Comune di Roma, al Presidente Bordoni del Municipio XIII, al CBTAR, all'Ufficio Tutela Ambiente del XIII Gruppo VV.UU., la priorità del finanziamento per l’adeguamento idraulico dell’attraveramento denominato “occhialoni”. 15 giorni prima dei tragici fatti dell’alluvione del 1 novemre 2002.

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