La maggioranza non propositiva
e assente
si limita ad accettare e votare il documento presentato dall’opposizione
con il quale si chiede di:
· predisporre perizie adeguate a carico
dell’amministrazione per l’accertamento dei danni ricevuti
· predisporre relativa delibera per la definizione
dei criteri per i risarcimenti
· richiedere agli organi competenti ulteriori
fondi a garanzia del saldo dei risarcimenti per le oltre 400 famiglie
danneggiate.
· richiedere il progetto di messa in sicurezza
idraulica dei quartieri commissionato all’Università
La Sapienza di Roma dalla Regione Lazio, progetto che dovrà
essere concordato con il Comune di Roma, dipartimento pianificazione,
lavori pubblici, periferie e poi vagliato ed approvato dal consiglio
del Municipio XIII.
· Richiedere agli organi competenti fondi
necessari alla realizzazione delle opere di potenziamento, ricalibratura
e adeguamento del sistema di bonifica del territorio dell’entroterra.
· Richiedere al CBTAR l’esecuzione
dei lavori urgenti di manutenzione ordinaria dei canali della bonifica.
· Richiedere al Comune di Roma e ATO 2 le
opere di manutenzione straordinaria per garantire la funzionalità
delle pompe e dei depuratori di tutto il sistema fognario anche
in caso di esondazione e deflusso straordinario, in proprio delle
acque bianche nei tombini ACEA.
· Richiedere agli organi competenti l’adeguamento
della condotta cosiddetta “occhialoni” sulla via del
mare.
Infine senza giustificato motivo la maggioranza
ancora una volta fa cadere il consiglio per mancanza del numero
legale quando ho richiesto che fosse votata la risoluzione presentata
da me e dal consigliere Bensi nella quale si ribadiva la volontà
del Municipio di fare chiarezza sulle responsabilità accelerando
l’indagine della Procura e di costituirsi parte civile per
il risarcimento agli alluvionati.
UN DISASTRO ANNUNCIATO
Il 29 luglio del 1993 il Presidente Massimo Ruggeri
del Consorzio di Bonifica così dichiarava dopo un sopralluogo
effettuato sul canale Dragoncello all’intersezione con Via
dei Romagnoli: “…..insiste da ,lungo tempo un attraversamento
con tubo in ghisa di ridotta che costituisce uno strozzamento causa
di frequenti straripamenti e allagamenti ma soprattutto, un ingombro
pericoloso e quindi vietato in modo assoluto ai sensi dell’art.
133 del R.D. 0306 1904. Urgente provvedere all’adeguamento
dell’opera riservandosi di richiedere nel frattempo il risarcimento
di tutti i danni causati da possibili allagamenti su via dei Romagnoli,
via del Mare e via Ostiense, e la zona urbanizzata di Saline e Bagnoletto”.
Il 13 settembre 2002 E’ lo stesso Presidente
del Consorzio di Bonifica Giuseppe Giordano a constatare: “…..frequentemente
in occasione di cospicue precipitazioni meteoriche si creano ostacoli
a libero deflusso delle acque convogliate nel canale Dragoncello
all’altezza del km 21.500 della via del Mare dovuti alla limitata
sezione idraulica del sottopasso denominato occhialoni. E’
urgente rimuovere lo stato di pericolo incombente di rischio idraulico”.
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