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"UN CAMMINO COMUNE VERSO L'UGUAGLIANZA SOSTANZIALE "

a cura di Rita Capponi

> Disegno di legge N. 2778 - Interventi urgenti per il raggiungimento entro il 2010 degli obiettivi della Conferenza di Lisbona in materia di partecipazione al lavoro delle donne, nonché nuove norme per l’attuazione dell’articolo 51 della Costituzione

> Disegno di Legge del Senato della Repubblica riguardante: "Interventi urgenti per il raggiungimento entro il 2010 degli obiettivi della Conferenza di Lisbona in materia di partecipazione al lavoro delle donne, nonché nuove norme per l’attuazione dell’articolo 51 della Costituzione"

> intervista a Rita Capponi su Ulisse

> lettera a Ciampi

> Emendamento al testo del decreto-legge recante disposizioni urgenti per lo svolgimento delle elezioni amministrative del 2005

COMUNICATI STAMPA:

> Appello al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi

> Norma di parità efficace nella legge elettorale per i Comuni

> Finalmente anche in Sicilia un po’di rosa

> Regioni: una rondine non farà primavera

> ASSEMBLEA NAZIONALE il 25 febbraio

NEWS

Ti aspetto per un tuo contributo alla causa
un abbraccio
Patrizia


Comune di Roma - Municipio Roma XII Commissione delle Elette
Convegno:
Donne in Politica: una sfida sempre aperta
Giovedì 9 Febbraio ore 17
Aula Consiliare Via Ignazio Silone I° Ponte

Questa iniziativa, ideata e coordinata con le colleghe della Commissione delle Elette Municipio XII, nasce con lo scopo di alimentare il dibattito sul controverso rapporto donne-politica, in vista delle importanti scadenze elettorali. E vuole farlo appunto a 60 anni dalla concessione del voto alle donne, che ha rappresentato un momento storico per il nostro Paese. Ma poco sembra essere cambiato in questo mezzo secolo, se è vero che nel maschilissimo pianeta della politica, dove vige il principio "meglio un uomo oggi che una donna domani", la percentuale della presenza femminile ai vari livelli istituzionali si può definire sconfortante. Tra l'altro, la recente bocciatura in parlamento delle quote rosa - examotage ancora in cerca di alternative - e il desolante vuoto legislativo, evidenziano una volontà diffusa di limitare la presenza femminile nello scenario politico italiano. Per non parlare dei ruoli amministrativi, laddove le donne, tra sindaci, presidenti di regione e provincia, o consiglieri comunali, si contano sulla punta delle dita. A questo proposito intendiamo iniziare un percorso che, partendo dai territori stessi, conduca ad una sempre maggiore partecipazione delle donne alla vita delle istituzioni. A cominciare dalle elezioni amministrative di Roma, per le quali lanciamo da subito una proposta concreta a tutte le forze politiche: individuare candidate che per capacità, cultura e affidabilità possano rappresentare una risorsa importante per la buona politica a tutti i livelli. Con questo spirito abbiamo invitato autorevoli rappresentanti del mondo politico, della cultura, della comunicazione e dell'associazionismo, perchè ci raccontino le loro esperienze professionali in ambiti tradizionalmente di area maschile e di come sia possibile, superando condizionamenti e pregiudizi d'altri tempi, abbattere il muro che da sempre divide le donne dai luoghi della politica che conta.

Patrizia Prestipino
(Presidente Commissione delle Elette Municipio XII)

Programma

Introduce
Patrizia Prestipino
Presidente Commissione delle Elette
Municipio XII

Saluto del Presidente del Municipio XII
Paolo Pollak

Intervengono
AnnaMaria Leone
Commissione Affari Sociali Camera dei
Deputati -UDC

Giovanna Melandri
Commissione Affari Esteri Camera dei
Deputati -DS

Linda Lanzillotta
Responsabile Innovazione e sviluppo -
La Margherita

Beatrice Lorenzin
Coordinatrice Forza Italia del Lazio

Partecipano
Francesca Barbato
Presidente Commissione Servizi Sociali Municipio XII
Sveva Belviso
Presidente Commissione Sport e Cultura Municipio XII
Mila Verboschi
Presidente Commissione Scuola Municipio XII

Modera
Emanuela Falcetti
Giornalista televisiva

Sono stati invitati
la Presidente della Commissione Elette del Comune e della Provincia di Roma,
parlamentari del territorio,
consigliere regionali, provinciali e comunali;
i rappresentanti del mondo politico, della comunicazione, della cultura e dell'associazionismo.

Roma 6 Aprile 2005-04-06

DALLE REGIONALI UNA LEZIONE SULLE LEGGI ELETTORALI
PER ACCRESCERE LA PRESENZA FEMMINILE


Tra le regioni che sono andate al voto con nuova legge elettorale , la maglia rosa spetta alla Toscana con 16 consigliere. Bene il Lazio ,11 donne elette contro le 4 dell’era Storace .Appena un piccolo passo per la Calabria e per la Puglia –zero donne nella passata legislatura - che hanno eletto due consigliere ciascuna ,tutte del centro sinistra.

Tocca ai neopresidenti Vendola e Loiero fare quindi un riequilibrio anche minimo attraverso la scelta di donne per gli assessorati esterni. I risultati della Toscana e in generale delle altre regioni con listini adeguati dal punto di vista rosa, ci confermano nella convinzione che per chi deve ancora dotarsi di una nuova legge elettorale eliminare il listino e’ suicida e che le liste bloccate con l’alternanza stabilita per legge danno la piu’ ampia garanzia di successo .

Questo dello zipper -sistem e’infatti il meccanismo che ha portato quasi il 50% di donne nelle amministrazioni francesi ed e’ quello indicato a livello europeo come il migliore da adottare negli stati membri .

Un apprezzamento per Del Turco che in Abruzzo,senza obbligo di legge ha candidato nel listino 7 donne su nove e per il presidente Bassolino che ha portato avanti analoga scelta nelle candidature totalizzando 5 donne consigliere di cui 4 dal listino cui aggiungere una dell’opposizione. Mentre la e Marche, senza assorbire donne dal listino ,portano a 6 il numero di consigliere ,il Piemonte -oltre alla neo presidente- elegge 4 donne nel listino e 4 dalle liste provinciali Cio’ ci conforta circa una possibile nuova tendenza .Tuttavia tre partite importanti sono ancora aperte .
La prima: equilibrio di genere negli assessorati anche con la scelta di competenze esterne ;
la seconda : parita’ nelle nomine di competenza regionale sia negli enti che nelle istituzioni e negli organismi collegiali ;
l’ultima ,la madre di tutte delle battaglie: una legge per il 2006 -con norma di riequilibrio per i collegi uninominali e per le liste proporzionali di partito o di coalizione- che cambi il volto, il colore ,ma soprattutto l’azione del Parlamento Italiano e lo renda piu’ simile alla composizione del popolo che rappresenta di cui 23 milioni circa sono donne .


Novembre 2004 - Ultime notizie sulla discussione della Legge parlamentare DDL DATO-AMATO

Preoccupa dopo tanti giorni dallo stop - cosiddetto tecnico - l’assoluta mancanza di iniziativa in commissione affari costituzionali che non lascia presagire nulla di buono .
Il Comitato ha chiesto un incontro urgente al relatore perche’ non intende essere complice di questa pericolosa inerzia . Ogni giorno e’ prezioso per l’iter di approvazione di una legge che il paese auspica e che tute le donne e gli uomini che credono nella democrazia giudicano da anni necessaria e il cui percorso non e’ certo privo di ostacoli e resistenze.
Lo stesso ministro Prestigiacomo ,che con l’aggiunta del suo disegno , si e’ assunta la responsabilita’ di far tornare il disegno Dato- Amato dall’aula in commissione dove tutto si e’ bloccato , non se la puo’ cavare con generiche rassicurazioni . Faccia atti concreti.
Valutiamo per giunta che il testo unificato e’ peggiorativo rispetto a tutti i ddl depositati in senato , e che nella sua stesura configura un risultato inferiore rispetto a cio’ che avevamo conquistato in tutti i sistemi elettorali prima del ‘95 .
Richiediamo la rimessa in discussione con l’avvio rapido di tutti gli approfondimenti del caso . Si tenta di far accreditare un disinteresse di comodo per questa materia mentre anni di battaglie certificano il contrario e fanno giustizia della malafede . Un paese che vuole accorciare le distanze dall’Europa non ha bisogno di barricate ma di impegno coerente ed incisivo.Il nostro Comitato dopo un lungo confronto col senatore Malan gia’ avvenuto nello scorso Marzo non transige sull’assolvimento di questo impegno
Siamo a meta’ novembre e l’unico risultato e’ stato un vile abbassare la testa rispetto alle proteste di alcuni senatori , uomini naturalmente. All’Aja recentemente, all’incontro del network europeo dei parlamentari per le pari opportunita’ ,la delegazione italiana ha sostenuto la necessita’ di adeguare i sistemi elettorali . Giudichiamo inaccettabile sostenere in Europa una linea di facciata giacche’ a Roma ci si ferma al primo intoppo.

Il testo presenta alcuni limiti gravi che si dovrebbe cercare di superare:
a)La proporzionale non prevede l'alternanza -b) le sanzioni sono solo economiche; c) quando non c'e' il rimborso elettorale sono stabilite multe irrisorie che non verranno pagate mai-d) la percentuale delle candidature nei collegi di senato e camera e' calcolata su base nazionale e non circoscrizionale come sarebbe logico ed opportuno (in pratica si ripete la scelta scellerata delle europee).
e)non c'e' nulla sui mezzi di comunicazione in campagna elettorale.

> Rapporto ombra : sulla situazione italiana a 10 anni dalla conferenza ONU sulle donne ( Pechino, 1995 )


11 Giugno un voto alle Donne

Tra i 25 Paesi che vanno al voto per il parlamento Europeo , l’Italia occupa il 21 posto per numero di donne nei parlamenti nazionali,superata tra gli altri dalla Repubblica Ceca ,da Estonia e Lettonia, Polonia e Slovacchia . E’ l’ultimo tra i 15 con sole 10 donne a Strasburgo .Ora una legge c’e’ che ha portato a 530 il numero di donne nelle liste su 1586 candidati pari al 33.7% contro il 16% del 1999. Ci sono le condizioni per un raddoppio e per portare l’Italia negli standard europei . Il nostro Comitato- cui aderiscono circa 70 Associazioni femminili e numerose personalità femminili dei mondi più diversi,dalla scienza al volontariato ,dalle Università ‘ all’arte ,al sindacato ,al mondo imprenditoriale -rivolge a cittadine e cittadini un appello ulteriore a votare donna per non vanificare il potenziale paritario di una normativa per la quale si e’ strenuamente battuto ,fatto che si rifletterebbe negativamente su processi di riforma elettorale successivi che siamo impegnate a conquistare per tutte le leggi elettorali ,dai piccoli comuni al Senato della repubblica . Scegliere Donna anche alle Amministrative sarebbe una risposta in primis all’esigenza forte di democrazia e di cambiamento . Una svolta che le donne possono accelerare solo da protagoniste .Si tratta di spendere un impegno concreto per un paese come l’Italia che ha
-il più basso tasso di occupazione femminile europea,con 14 milioni e mezzo di casalinghe e solo 8 milioni e mezzo che svolge una attività lavorativa fuori casa
-il più basso investimento sul sostegno alla maternità pari solo allo 0,4 del pil contro cifre che sfiorano,dalla Francia alla Danimarca, il 5 -7% .
_ il più basso tasso di natalità ‘e di servizi alla famiglia per favorire e sostenere la conciliazione dei ruoli femminili.
Nel nostro Paese l’insufficienza cronica dei servizi per l’infanzia porta spesso le donne alla rinuncia del secondo figlio come attestano i dati del Cnel ,mentre, di fatto, con la legge Biagi e’ stata cancellata la tutela stessa della maternità. Diritti e libertà vanno conquistati ,difesi e sostenuti quindi sia a livello europeo che locale .Invitiamo prima di tutto a recarsi alle urne avendo chiaro il monito del 99 quando restarono a casa 7 milioni di elettrici;facciamo appello poi a donne e uomini affinché diano fiducia a quante hanno messo in gioco il loro talento .
Gli Italiani -secondo una preziosa indagine svolta dal Censis per conto della Commissione parita’ uscente della Presidenza del Consiglio percepiscono le donne nel governo della cosa pubblica più attente ai bisogni della cittadinanza, più concrete , meno inclini ai compromessi, più coerenti nel mantenere gli impegni assunti nei confronti dell’elettorato. Mille ragioni ,quindi , per dare consenso alle donne candidate e, soprattutto , nessun alibi .


SINDACI E PRESIDENTI DELLE PROVINCE : FARE UN PATTO CON LE ELETTRICI per il 50 % DI DONNE NELLE GIUNTE E NELLE NOMINE

Urge scegliere questa strada giacché il numero delle donne elette alle cariche individuali di Sindaco e Presidente di Provincia e al mandato di consigliere e’ largamente insoddisfacente ed occorre ai ballottaggi dare fiducia a chi si impegna a sottoscrivere e rispettare questo patto.
Questa e’ negli gli enti locali l’unica strategia immediatamente percorribile visti i risultati dovuti soprattutto alla mancanza di una norma antidiscriminatoria per tutte le leggi elettorali , norma che non si e’ voluta approvare nonostante ,come per la legge che ha favorito il raddoppio delle nostre parlamentari a Strasburgo, ce ne fossero ampiamente tutte le condizioni .
E’ora di adempiere pienamente a quanto e’ scritto negli statuti degli enti che indicano nell’equilibrio dei due sessi il criterio ispiratore per l’assegnazione degli incarichi . Tale principio e’ stato finora ampiamente e colpevolmente disatteso. E’ giunto il momento di porre responsabilmente fine a questa inadeguatezza che incide negativamente sulla vita delle nostre città grandi e piccole .
Il quadro giuridico generale va sempre più assestandosi sull’equilibrio di genere.
Dopo le norme sul federalismo con l’art.117 del Tit.V della costituzione e la parità economica sociale culturale e politica, e dopo il famigerato art.51 , anche la Costituzione europea approvata venerdì scorso ha assunto tra i diritti fondamentali la parità uomo donna in tutti i campi ed ha legittimato le norme antidiscriminatorie a favore del sesso sottorappresentato.
E’ già un fatto che le più avanzate carte costituenti delle regioni stiano codificando il modello paritario che auspichiamo e che diventerà realtà per la tornata elettorale del 2206 ;le donne al governo delle città dove abbiamo le giunte più “rosa”- una per tutte quella della nostra capitale ,ma non solo - stanno cambiando da protagoniste il rapporto tra cittadine, i cittadini e la politica.
Il patto che chiediamo e’ necessario ,non solo per costruire istituzioni piu’ democratiche e dare vita a buoni governi,ma soprattutto perché le amministrazioni siano più in sintonia con le convinzioni della cittadinanza che giudica le donne negli esecutivi locali :
• piu’ in sintonia con le istanze dei cittadini
• piu’ capaci di ascoltare le domande e i bisogni concreti
• meno inclini ai compromessi partitici
• piu’ di parola con gli elettori e le elettrici
• più adatte a mettere in campo una politica amica delle persone,delle famiglie , dei giovani e delle donne.

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