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NEWS |
Ti aspetto per un tuo contributo alla
causa
un abbraccio
Patrizia
Comune di Roma - Municipio Roma XII Commissione
delle Elette
Convegno:
Donne in Politica: una sfida sempre
aperta
Giovedì 9 Febbraio ore 17
Aula Consiliare Via Ignazio Silone I° Ponte
Questa iniziativa, ideata e coordinata con le colleghe
della Commissione delle Elette Municipio XII, nasce con lo scopo
di alimentare il dibattito sul controverso rapporto donne-politica,
in vista delle importanti scadenze elettorali. E vuole farlo appunto
a 60 anni dalla concessione del voto alle donne, che ha rappresentato
un momento storico per il nostro Paese. Ma poco sembra essere cambiato
in questo mezzo secolo, se è vero che nel maschilissimo pianeta
della politica, dove vige il principio "meglio un uomo oggi
che una donna domani", la percentuale della presenza femminile
ai vari livelli istituzionali si può definire sconfortante.
Tra l'altro, la recente bocciatura in parlamento delle quote rosa
- examotage ancora in cerca di alternative - e il desolante vuoto
legislativo, evidenziano una volontà diffusa di limitare
la presenza femminile nello scenario politico italiano. Per non
parlare dei ruoli amministrativi, laddove le donne, tra sindaci,
presidenti di regione e provincia, o consiglieri comunali, si contano
sulla punta delle dita. A questo proposito intendiamo iniziare un
percorso che, partendo dai territori stessi, conduca ad una sempre
maggiore partecipazione delle donne alla vita delle istituzioni.
A cominciare dalle elezioni amministrative di Roma, per le quali
lanciamo da subito una proposta concreta a tutte le forze politiche:
individuare candidate che per capacità, cultura e affidabilità
possano rappresentare una risorsa importante per la buona politica
a tutti i livelli. Con questo spirito abbiamo invitato autorevoli
rappresentanti del mondo politico, della cultura, della comunicazione
e dell'associazionismo, perchè ci raccontino le loro esperienze
professionali in ambiti tradizionalmente di area maschile e di come
sia possibile, superando condizionamenti e pregiudizi d'altri tempi,
abbattere il muro che da sempre divide le donne dai luoghi della
politica che conta.
Patrizia Prestipino
(Presidente Commissione delle Elette Municipio XII)
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Programma
Introduce
Patrizia Prestipino
Presidente Commissione delle Elette
Municipio XII
Saluto del Presidente del Municipio XII
Paolo Pollak
Intervengono
AnnaMaria Leone
Commissione Affari Sociali Camera dei
Deputati -UDC
Giovanna Melandri
Commissione Affari Esteri Camera dei
Deputati -DS
Linda Lanzillotta
Responsabile Innovazione e sviluppo -
La Margherita
Beatrice Lorenzin
Coordinatrice Forza Italia del Lazio
Partecipano
Francesca Barbato
Presidente Commissione Servizi Sociali Municipio XII
Sveva Belviso
Presidente Commissione Sport e Cultura Municipio XII
Mila Verboschi
Presidente Commissione Scuola Municipio XII
Modera
Emanuela Falcetti
Giornalista televisiva
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Sono stati invitati
la Presidente della Commissione Elette del Comune e della Provincia
di Roma,
parlamentari del territorio,
consigliere regionali, provinciali e comunali;
i rappresentanti del mondo politico, della comunicazione, della
cultura e dell'associazionismo.
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Roma 6 Aprile 2005-04-06
DALLE REGIONALI UNA LEZIONE SULLE
LEGGI ELETTORALI
PER ACCRESCERE LA PRESENZA FEMMINILE
Tra le regioni che sono andate al voto con nuova legge elettorale
, la maglia rosa spetta alla Toscana con 16 consigliere. Bene
il Lazio ,11 donne elette contro le 4 dell’era Storace .Appena
un piccolo passo per la Calabria e per la Puglia –zero donne
nella passata legislatura - che hanno eletto due consigliere ciascuna
,tutte del centro sinistra.
Tocca ai neopresidenti Vendola e Loiero fare quindi un riequilibrio
anche minimo attraverso la scelta di donne per gli assessorati
esterni. I risultati della Toscana e in generale delle altre regioni
con listini adeguati dal punto di vista rosa, ci confermano nella
convinzione che per chi deve ancora dotarsi di una nuova legge
elettorale eliminare il listino e’ suicida e che le liste
bloccate con l’alternanza stabilita per legge danno la piu’
ampia garanzia di successo .
Questo dello zipper -sistem e’infatti il meccanismo che
ha portato quasi il 50% di donne nelle amministrazioni francesi
ed e’ quello indicato a livello europeo come il migliore
da adottare negli stati membri .
Un apprezzamento per Del Turco che in Abruzzo,senza obbligo di
legge ha candidato nel listino 7 donne su nove e per il presidente
Bassolino che ha portato avanti analoga scelta nelle candidature
totalizzando 5 donne consigliere di cui 4 dal listino cui aggiungere
una dell’opposizione. Mentre la e Marche, senza assorbire
donne dal listino ,portano a 6 il numero di consigliere ,il Piemonte
-oltre alla neo presidente- elegge 4 donne nel listino e 4 dalle
liste provinciali Cio’ ci conforta circa una possibile nuova
tendenza .Tuttavia tre partite importanti sono ancora aperte .
La prima: equilibrio di genere negli assessorati anche con la
scelta di competenze esterne ;
la seconda : parita’ nelle nomine di competenza regionale
sia negli enti che nelle istituzioni e negli organismi collegiali
;
l’ultima ,la madre di tutte delle battaglie: una legge per
il 2006 -con norma di riequilibrio per i collegi uninominali e
per le liste proporzionali di partito o di coalizione- che cambi
il volto, il colore ,ma soprattutto l’azione del Parlamento
Italiano e lo renda piu’ simile alla composizione del popolo
che rappresenta di cui 23 milioni circa sono donne .
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Novembre 2004 - Ultime notizie sulla discussione della Legge parlamentare
DDL DATO-AMATO
Preoccupa dopo tanti giorni dallo stop - cosiddetto tecnico -
l’assoluta mancanza di iniziativa in commissione affari costituzionali
che non lascia presagire nulla di buono .
Il Comitato ha chiesto un incontro urgente al relatore perche’
non intende essere complice di questa pericolosa inerzia . Ogni
giorno e’ prezioso per l’iter di approvazione di una
legge che il paese auspica e che tute le donne e gli uomini che
credono nella democrazia giudicano da anni necessaria e il cui percorso
non e’ certo privo di ostacoli e resistenze.
Lo stesso ministro Prestigiacomo ,che con l’aggiunta del suo
disegno , si e’ assunta la responsabilita’ di far tornare
il disegno Dato- Amato dall’aula in commissione dove tutto
si e’ bloccato , non se la puo’ cavare con generiche
rassicurazioni . Faccia atti concreti.
Valutiamo per giunta che il testo unificato e’ peggiorativo
rispetto a tutti i ddl depositati in senato , e che nella sua stesura
configura un risultato inferiore rispetto a cio’ che avevamo
conquistato in tutti i sistemi elettorali prima del ‘95 .
Richiediamo la rimessa in discussione con l’avvio rapido di
tutti gli approfondimenti del caso . Si tenta di far accreditare
un disinteresse di comodo per questa materia mentre anni di battaglie
certificano il contrario e fanno giustizia della malafede . Un paese
che vuole accorciare le distanze dall’Europa non ha bisogno
di barricate ma di impegno coerente ed incisivo.Il nostro Comitato
dopo un lungo confronto col senatore Malan gia’ avvenuto nello
scorso Marzo non transige sull’assolvimento di questo impegno
Siamo a meta’ novembre e l’unico risultato e’
stato un vile abbassare la testa rispetto alle proteste di alcuni
senatori , uomini naturalmente. All’Aja recentemente, all’incontro
del network europeo dei parlamentari per le pari opportunita’
,la delegazione italiana ha sostenuto la necessita’ di adeguare
i sistemi elettorali . Giudichiamo inaccettabile sostenere in Europa
una linea di facciata giacche’ a Roma ci si ferma al primo
intoppo.
Il testo presenta alcuni limiti gravi che si dovrebbe cercare
di superare:
a)La proporzionale non prevede l'alternanza -b) le sanzioni sono
solo economiche; c) quando non c'e' il rimborso elettorale sono
stabilite multe irrisorie che non verranno pagate mai-d) la percentuale
delle candidature nei collegi di senato e camera e' calcolata su
base nazionale e non circoscrizionale come sarebbe logico ed opportuno
(in pratica si ripete la scelta scellerata delle europee).
e)non c'e' nulla sui mezzi di comunicazione in campagna elettorale.
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| > Rapporto
ombra : sulla situazione italiana a 10 anni dalla conferenza ONU sulle
donne ( Pechino, 1995 ) |
11 Giugno un voto alle Donne

Tra i 25 Paesi che vanno al voto per il parlamento Europeo , l’Italia
occupa il 21 posto per numero di donne nei parlamenti nazionali,superata
tra gli altri dalla Repubblica Ceca ,da Estonia e Lettonia, Polonia
e Slovacchia . E’ l’ultimo tra i 15 con sole 10 donne
a Strasburgo .Ora una legge c’e’ che ha portato a 530
il numero di donne nelle liste su 1586 candidati pari al 33.7% contro
il 16% del 1999. Ci sono le condizioni per un raddoppio e per portare
l’Italia negli standard europei . Il nostro Comitato- cui
aderiscono circa 70 Associazioni femminili e numerose personalità
femminili dei mondi più diversi,dalla scienza al volontariato
,dalle Università ‘ all’arte ,al sindacato ,al
mondo imprenditoriale -rivolge a cittadine e cittadini un appello
ulteriore a votare donna per non vanificare il potenziale paritario
di una normativa per la quale si e’ strenuamente battuto ,fatto
che si rifletterebbe negativamente su processi di riforma elettorale
successivi che siamo impegnate a conquistare per tutte le leggi
elettorali ,dai piccoli comuni al Senato della repubblica . Scegliere
Donna anche alle Amministrative sarebbe una risposta in primis all’esigenza
forte di democrazia e di cambiamento . Una svolta che le donne possono
accelerare solo da protagoniste .Si tratta di spendere un impegno
concreto per un paese come l’Italia che ha
-il più basso tasso di occupazione femminile europea,con
14 milioni e mezzo di casalinghe e solo 8 milioni e mezzo che svolge
una attività lavorativa fuori casa
-il più basso investimento sul sostegno alla maternità
pari solo allo 0,4 del pil contro cifre che sfiorano,dalla Francia
alla Danimarca, il 5 -7% .
_ il più basso tasso di natalità ‘e di servizi
alla famiglia per favorire e sostenere la conciliazione dei ruoli
femminili.
Nel nostro Paese l’insufficienza cronica dei servizi per l’infanzia
porta spesso le donne alla rinuncia del secondo figlio come attestano
i dati del Cnel ,mentre, di fatto, con la legge Biagi e’ stata
cancellata la tutela stessa della maternità. Diritti e libertà
vanno conquistati ,difesi e sostenuti quindi sia a livello europeo
che locale .Invitiamo prima di tutto a recarsi alle urne avendo
chiaro il monito del 99 quando restarono a casa 7 milioni di elettrici;facciamo
appello poi a donne e uomini affinché diano fiducia a quante
hanno messo in gioco il loro talento .
Gli Italiani -secondo una preziosa indagine svolta dal Censis per
conto della Commissione parita’ uscente della Presidenza del
Consiglio percepiscono le donne nel governo della cosa pubblica
più attente ai bisogni della cittadinanza, più concrete
, meno inclini ai compromessi, più coerenti nel mantenere
gli impegni assunti nei confronti dell’elettorato. Mille ragioni
,quindi , per dare consenso alle donne candidate e, soprattutto
, nessun alibi . |
SINDACI E PRESIDENTI DELLE PROVINCE : FARE UN PATTO CON LE ELETTRICI
per il 50 % DI DONNE NELLE GIUNTE E NELLE NOMINE
Urge scegliere questa strada giacché il numero delle donne
elette alle cariche individuali di Sindaco e Presidente di Provincia
e al mandato di consigliere e’ largamente insoddisfacente
ed occorre ai ballottaggi dare fiducia a chi si impegna a sottoscrivere
e rispettare questo patto.
Questa e’ negli gli enti locali l’unica strategia immediatamente
percorribile visti i risultati dovuti soprattutto alla mancanza
di una norma antidiscriminatoria per tutte le leggi elettorali ,
norma che non si e’ voluta approvare nonostante ,come per
la legge che ha favorito il raddoppio delle nostre parlamentari
a Strasburgo, ce ne fossero ampiamente tutte le condizioni .
E’ora di adempiere pienamente a quanto e’ scritto negli
statuti degli enti che indicano nell’equilibrio dei due sessi
il criterio ispiratore per l’assegnazione degli incarichi
. Tale principio e’ stato finora ampiamente e colpevolmente
disatteso. E’ giunto il momento di porre responsabilmente
fine a questa inadeguatezza che incide negativamente sulla vita
delle nostre città grandi e piccole .
Il quadro giuridico generale va sempre più assestandosi sull’equilibrio
di genere.
Dopo le norme sul federalismo con l’art.117 del Tit.V della
costituzione e la parità economica sociale culturale e politica,
e dopo il famigerato art.51 , anche la Costituzione europea approvata
venerdì scorso ha assunto tra i diritti fondamentali la parità
uomo donna in tutti i campi ed ha legittimato le norme antidiscriminatorie
a favore del sesso sottorappresentato.
E’ già un fatto che le più avanzate carte costituenti
delle regioni stiano codificando il modello paritario che auspichiamo
e che diventerà realtà per la tornata elettorale del
2206 ;le donne al governo delle città dove abbiamo le giunte
più “rosa”- una per tutte quella della nostra
capitale ,ma non solo - stanno cambiando da protagoniste il rapporto
tra cittadine, i cittadini e la politica.
Il patto che chiediamo e’ necessario ,non solo per costruire
istituzioni piu’ democratiche e dare vita a buoni governi,ma
soprattutto perché le amministrazioni siano più in
sintonia con le convinzioni della cittadinanza che giudica le donne
negli esecutivi locali :
• piu’ in sintonia con le istanze dei cittadini
• piu’ capaci di ascoltare le domande e i bisogni concreti
• meno inclini ai compromessi partitici
• piu’ di parola con gli elettori e le elettrici
• più adatte a mettere in campo una politica amica
delle persone,delle famiglie , dei giovani e delle donne. |
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