Il fenomeno immigrazione ha costituito un aspetto critico sul
quale la città di Roma si è trovata a operare a
partire dalla metà degli anni ottanta.
All'effettiva e crescente presenza di persone, non ha corrisposto
immediatamente una concreta fluidità nei relativi processi
di integrazione, indispensabili a produrre sia il rispetto dei
diritti delle popolazioni interessate sia la maturazione di processi
di crescita culturale della popolazione italiana residente rispetto
ai temi della convivenza e della solidarietà.
In tale contesto, si è registrata un progressivo incremento
del fenomeno della prostituzione, straniere/i non comunitari,
donne e transessuali, stimato intorno alle 3.000 / 4.000 unità,
per lo più concentrati in alcune zone (Eur - Laurentino,
Prenestino - Tiburtino - Cinecittà, Salaria).
Il fenomeno non risulta meno dimensionato uscendo dal territorio
comunale; infatti, sulle strade provinciali, sia verso l'entroterra
sia verso la costa, si registrano presenze numericamente significative,
qui più diurne che notturne. Il fenomeno è caratterizzato
da una forte mobilità e spostamento su luoghi diversi,
accompagnato dalla rilevante entità dei "clienti".
L'avvio di attività di aiuto sul fenomeno "tratta"
nasce, con deliberazione del Consiglio Comunale 8 marzo 1999 nr.
27, come programma articolato di interventi di prevenzione del
rischio sanitario individuale e pubblico e come aiuto alle donne
trattate.
Il suo inizio, pertanto, si colloca in un quadro politico e
culturale fondato su una scelta precisa e cioè quella di
agire, così come dettato dal Testo Unico sull'Immigrazione,
sulla distinzione dei ruoli di vittima - sfruttatore e con l'intento
di rivolgere alle donne un'attenzione mirata a effettivi percorsi
di aiuto.
La realizzazione del progetto, affidata al Dipartimento V del
Comune di Roma, è assicurata dal servizio "Progetto
Roxanne".