Il mio lavoro si pone
come obiettivo primario, di fornire un piccolo contributo alla
diffusione di una nuova cultura della solidarietà, attraverso
una conoscenza approfondita del disagio e della povertà
nel nostro Municipio e attraverso le risposte possibili che vengono
dalle istituzioni e dal privato sociale.

Non solo quindi un impegno "a fare",
ma anche un piccolo apporto per la creazione nel nostro territorio,
di una rinnovata sensibilità e consapevolezza verso i più
svantaggiati non più cittadini di seconda classe, ma interlocutori
e protagonisti essenziali di una nuova cultura sociale.
Il volontariato costituisce la più grande risorsa umana
capace di generare un tale progetto, capace di farsi carico non
solo dei grandi problemi di ordine macroscopico, ma soprattutto
di avvicinarsi a quella "normalità", dietro la
quale si nascondono nuovi e gravi problemi di disagio ed emarginazione,
capace di accostarsi a quei fenomeni quotidiani (handicap, violenze,
disoccupazione, alcolismo, solitudine
), non tanto lontani
da noi, né troppo elevati per noi.
Il volontariato è da alcuni anni sotto
una continua pioggia di numeri e dati che vengono forniti dagli
istituti di ricerca più autorevoli. Il risultato è
che le cifre disponibili sono oggi molteplici e in parte diverse
l'una dall'altra. La molteplicità degli studi segnala,
se non altro, la crescita graduale di questo "nuovo"
fenomeno sociale; l'Italia, in quanto a impegno svolto nel volontariato,
si colloca al di sopra di Spagna e Francia, e vicino alla Gran
Bretagna, cioè attorno al 15% dell'intera popolazione.
L' impegno nel nostro paese rappresenta una delle realtà
più stimolanti della vita civile, in particolare nella
lotta al disagio sociale e alla povertà; oggi, ha necessità
di conservare e difendere la sua identità, che è
il servizio gratuito, per poter essere libera e costruttiva coscienza
critica delle istituzioni pubbliche e private.
Una delle ultime novità che emergono da
recenti studi, in particolare dell' ISTAT (aprile 2000), sul volontariato
è, infatti, l'incremento della cooperazione, delle attività
svolte, tra organizzazioni di volontariato e altre istituzioni,
pubbliche o private, che operano nel medesimo territorio. Nel
complesso, oltre il 60% delle organizzazioni, secondo lo stesso
studio, ha dichiarato di cooperare in modo formale (siglando cioè
convenzioni o altre forme di accordo scritto) con altre istituzioni.
E' in questo contesto che si inserisce il mio
lavoro e si indirizzano i miei sforzi, in conformità allo
spirito attivo che ha caratterizzato la definizione delle politiche
sociali del Comune di Roma attraverso la stesura del Piano Regolatore
Sociale.
La legge Regionale 328/2000 introduce in maniera innovativa e
costruttiva nuove forme e spazi di partecipazione, sviluppando
a tutti i livelli una cultura del partenariato con i movimenti
e le associazioni dei cittadini e dei lavoratori dei servizi.
E' dunque importante in questa prospettiva creare e sviluppare
una rete per il volontariato, perché diventi e si costituisca
come autorevole interlocutore per l'orientamento delle politiche
sociali e amministrative del Municipio XIII